La Mia Idea Politica

Il mio modello di politica guarda innanzitutto al modello di SVILUPPO e CONSUMO delle attuali società ricche, che dovrà guardare ad un concetto di SOSTENIBILITA’ che si è fatto preminente.

Abbiamo creato un tipo di civilizzazione figlia del mercato, della competizione, che ci ha portato un progresso materiale portentoso ed esplosivo. Ma l’economia di mercato ha creato una società di mercato e ci ha rifilato un concetto di globalizzazione che significa guardare tutto il pianeta. Stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione ci governa? E’ possibile stare tutti insieme in una economia basata sulla competizione spietata?

La vita ci scappa via lavorando e lavorando per sostenere una civilizzazione dell’usa e getta perchè se si ferma il consumo si paralizza l’economia e se si ferma l’economia appare il fantasma del ristagno per ciascuno di noi. Un circolo vizioso. E’ ora di cominciare a lottare per un’ ALTRA CULTURA.

Ciò non vuol dire fermare il progresso ed arretrarci, ma cominciare a governare il mercato e non lasciarci governare da lui.

Dobbiamo chiederci quindi qual è il destino della vita umana: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità umana, ma favorire l’amore, le relazioni umane, le attenzioni per i figli e gli amici, l’avere il giusto, il necessario.

Se guardiamo al posto dove viviamo, vediamo una sorridente cittadina che splende sotto il sole. Ma se vediamo meglio c’è un’altra città, un’altra parte della splendente città. La parte in cui alcune persone non possono pagare i loro mutui, dove la maggior parte dei giovani non possono permettersi di lavorare o di farsi una famiglia, dove i genitori della classe media non possono guardare realizzarsi i propri sogni di ascesa sociale.

In questa parte di città ci sono tanti poveri, tante famiglie in difficoltà, sempre più persone in cerca di aiuto…

Ci sono persone anziane abbandonate, persone che dormono nel fango delle strade, ghetti dove giovani senza lavoro né formazione si trasformano in spacciatori.

Reagan, repubblicano, credeva in una sorta di darwinismo sociale: “sopravvivenza del più adatto”, visto che il Governo non è in grado di badare a tutti ma soltanto al più forte e far fare all’ambizione economica e alla carità il resto.

I democratici credono in qualcos’altro.Credono di poter arrivare alla frontiera con tutta la famiglia intatta, protesa ad estendere ed ampliare quella famiglia.

Dobbiamo guardare oltre i lustrini, aldilà della spettacolarizzazione della realtà, guardare alla sostanza dura delle cose. Dobbiamo raccontare la “storia di due città” e per avere successo dobbiamo cedere alcune piccole parti dei nostri interessi individuali, per costruire delle basi che possano reggere tutti. E andare avanti tutti insieme.

Pensiamo a quale tipo di persona vorremmo essere e coltiviamo un nostro sogno: credere nel futuro della nostra nazione, in un governo che ci serve, basato su criteri di equità e ragionevolezza, in aziende che lavorano nella legalità e nel sindacato che tutela i lavoratori. Crediamo nei diritti civili e umani, nella mutualità e condivisione dei benefici e oneri, un risanamento delle nostre finanze basato su criteri giusti.